Category: Campionato

Fino alla fine!

Vedi, a papà, quell'anno mancavano due giornate alla fine di un campionato sommariamente mediocre, scarico di emozioni, dominato dalla ciclica inerzia dei forti, dall'incubo tutto milanese di prendere parte alla prossima Coppa Uefa e dal rischio retrocessione annullato dall'incapacità di reagire di tre cenerentole centromeridionali. Un campionato scritto, in pdf, non modificabile. Nota a margine, si fa per dire, la spettacolarità di Napoli che - in quell'anno - continuava a regalare inutili e meravigliose prestazioni vincenti. Uno spettacolo fine a sè stesso, ehh. Tanto inutile quanto bello per noi amanti dei tocchi di prima e dei tagli in profondità, dei fraseggi in area di rigore, delle uscite palla al piede di Koulibaly e delle ripartenze degli incursori. Lottavamo per il secondo posto, come sempre, per accedere direttamente alla Champions. Si, a papà, facevamo il tifo per i 40 milioni da mettere a bilancio. Per fare il mercato, per trattenere i campioni, per risentire la "musichetta".

In realtà non lo sapevamo manco noi. Di certo non per vincerla, la Coppa. Per farti capire quanto ci tenevamo a quei 40 milioni - tre giornate alla fine - durante un fondamentale Roma-Juve facevamo il tifo per i bianconeri. Eh, e invece si. Ricordo un "omm' e'mmerd" sussurrato al mio cuore quando Banti non fischiò un rigore dubbio su Dybala. Pensa, io che mi incazzo per un rigore dubbio non fischiato alla vecchia baldracca. La Roma quella partita la vinse, giochi quasi chiusi, secondo posto sempre più lontano e due apatici match point scudetto per la Juve a suggellare una stagione metallica, incolore e vincente. Penultima di campionato, il Crotone si giocava l'ultima chance per la permanenza in massima serie. Missione impossibile a Torino contro i futuri campioni d'Italia Eh a papà, non ci crederai: autogol di Bonucci allo scadere, 0-1 per quello che passò alla storia come "Il miracolo calabrese". Una vittoria che, contemporaneamente, inguaiava il Genoa, improvvisamente piombato nella lotta per non retrocedere. A novanta minuti dalla fine del campionato la classifica era Juve 85, Roma 84, Napoli 83. Ultima di campionato, i grifoni si giocano la permanenza in Serie A proprio contro la Roma.

Che strano il pallone. E pensa che, aritmeticamente, i giallorossi erano ancora in corsa per lo scudetto. Noi eravamo più realisti, sognavamo la piazza d'onore alle spalle dei bianconeri. Vedi, a papà, ci sarà un motivo se siamo qui, da più di 100 anni, a parlare di uno sport che, nonostante le variabili bloccate (22 persone, 400 grammi di cuoio, 90 minuti), continua a regalare emozioni indescrivibili. Pandev del Genoa, ex Napoli, si regalò una doppietta all'Olimpico. Genoa salvo, Roma sconfitta e irrimediabilmente terza. Ma è a Bologna che successe l'impossibile. Partita inchiodata sullo 0-0. Oh, la Juve non segnava. Minuto 94: corner per gli emiliani. Higuain e compagni sono a 29 secondi dal sesto titolo consecutivo, gli bastava un punto. Cross sul palo lungo, Destro la colpisce di testa, si alza un campanile eterno, se riguardi il video sembra che il pallone sia rimasto in area per 18 minuti. Hai presente quando tiriamo le mollichine di pane ai pesciolini? Area di rigore affollatissima, tutti con lo sguardo in su e la bocca aperta. Barzagli e Chiellini non riescono ad intervenire, Buffon è preso in controtempo: Krejci, Krejici la tocca appena, la palla si insacca lentamente in rete. Irrati fischia la fine subito dopo il gol. A Genova intanto - si, noi giocavamo a Marassi contro la Samp - la partita era già finita da qualche minuto: 3-1 per noi, con uno strano rigore sbagliato da Quagliarella sul 2-1. Eravamo in campo a festeggiare il secondo posto. Hai capito come andò quel giorno? Ci ritrovammo primi, primi allo scadere. La Juve e la Roma non avevano più tempo per recuperare. Sorpasso all'ultima curva, all'ultimo respiro. Il Campionato era finito. Finito. Il resto non te lo so spiegare a parole, riguardati i ritagli di giornale che stanno nel mobile di là.

Lo vincemmo così quello Scudetto, inaspettatamente.
Non avevamo nemmeno le bombe carta e i manifesti di morto con su scritto FC Juventus. Non eravamo pronti, a papà, a vivere quella giornata. Non doveva toccare a noi, nemmeno quella volta. Invece successe. Ci ritrovammo Campioni d'Italia. Ora capisci perché ogni mattina che passiamo accanto alla statua di Sarri alla rotonda Diaz gridiamo "Grazie Maurì" dal finestrino? Mica per scherzo, a papà. Il pallone è una cosa seria, c'è poco da scherzare. E non c'è niente, niente, niente di certo prima dei tre fischi dell'arbitro. Non lo dimenticare mai.

Adesso andiamocene a dormire. E proviamo a sognare cose belle. Belle, belle come questa storia inventata che mi piacerebbe tanto vivere. E magari, raccontarti un giorno.

Buonanotte figlio mio

Da un amico di un amico di un amico...

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Alla Mercè del Palazzo

È solito - come Dio vuole - che in una qualsiasi competizione (sportiva, scolastica, lavorativa, etc), a vincere o a spuntarla sia il/la più forte. Ma ciò non sempre accade. È ormai sotto gli occhi di tutti che la squadra con il miglior gioco in Italia - ma io da tifosotto occasionale aggiungerei in Europa e perché no anche nel mondo - sia il nostro amato Napoli.

Velocità, precisione ed alta tecnica è quel mix letale in grado di devastare qualsiasi squadra avversaria. Ma passiamo ai fatti reali. Come è noto, nel campionato italiano di Serie A, è la Vecchia Signora (più comunemente chiamata, da me tifosotto occasionale , Vecchia Baldracca) a farla da padrona.

Ora direte voi: Perché la squadra che gioca il miglior calcio in Italia, non riesce ad avere la meglio nei confronti della Baldra... pardon… della Juve?!? Vorrei tanto poter dire che la motivazione è da ricercare nella qualità, nella cattiveria e/o esperienza; ma mi dispiace signori, la risposta non è in nessuna di queste ragioni.

Non vi è dubbio che i Non Colorati siano forti, molto forti, ma permettetemi di dubitare sui loro risultati, le vittorie. Ora non starò qui a rammendarle tutte, potremmo finire tra qualche mese ma un dubbio atroce mi assale: Una squadra davvero forte dovrebbe dominare in lungo ed in largo anche in Europa?

Del resto com’è che dice il detto? In Italia Campione in Europa coglione? Bene, ed io un motivo bene preciso ce l’ho! Non riduciamoci a facili populismi, ma le tante sponsorizzazioni made in FIAT alla FIGC dovranno pur essere in qualche modo ripagate. No?

Vi saluto con un vecchio proverbio cinese che dice "hi ciu lee kagawa sou ti", che tradotto in italiano significa "Vecchia Signora sa sempre dove mettere bocca", o in questi casi, le mani.

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Cose "poco" strane: la Juventus vincerà tutto

Premessa: io il calcio lo guardo in soggettiva, quindi lascio a chi ne capisce la visuale oggettiva delle cose. Data la premessa, mi unisco al popolo che vuole "panem et circenses" e faccio le mie previsioni sulla stagione di Serie A iniziata ufficialmente ieri, allargandomi alle competizioni "collaterali". Basandomi su quanto detto dagli esperti ("Si giocherà solo per il secondo posto" è il coro che unisce la firma prestigiosa della Gazzetta al tizio che sbraita su Top calcio 24) e dagli addetti ai lavori ("qui per vincere tutto", dice Higuaìn, "Noi rafforzati, gli altri indeboliti", dice John Elkann, "Minchia, chist'annu siamo solo nualtri!", dice il tifoso juventino medio), ecco quindi i miei pronostici: Supercoppa Italiana 2015/2016: Juventus Campionato 2016/2017: Juventus Coppa Italia 2016/2017: Juventus Supercoppa Italiana 2016/2017: Juventus Champions League 2016/2017: Juventus Supercoppa Europea 2016/2017: Juventus. Se mi sono spinto un po' più in là parlando anche delle due Supercoppe 2016/2017 è solo perché la Juventus, per bocca dei suoi stessi acquisti di punta ("Qui sanno come vincere", dice Pjanic, "Sono qui per il triplete", dice Higuaìn), sa che non vi saranno avversari. Lo sa anche il tizio che sbraita su Top calcio 24, tanto che si è fatto disegnare il profilo della coppa dalle grandi orecchie dietro la nuca. Bisogna solo rassegnarsi all'evidenza. Voglio azzardarmi e dico anche che Higuaìn terrà fede alla sua fama di bomber implacabile e realizzerà non meno di 40 gol tra Campionato, Coppa Italia e Champions. Poiché non temo di essere smentito, ho realizzato anche la foto (vedi sopra). Utilizzando la grafica e lo stile della serie rivelazione di questa estate 2016 ("Stranger things" per chi non lo sapesse), ecco quindi il mio pronostico relativo alle tre competizioni che stanno per iniziare, le restanti saranno ciliegine su di una torta molto invitante. A tutti auguro un buon campionato, agli juventini auguro dei buoni festeggiamenti.

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Bella partita, bella partita davvero.

Bella partita, bella partita davvero. La partita che in gergo calcistico verrebbe da dire tatticamente perfetta, con le due squadre che si sono annullate a vicenda.

La differenza la fanno gli episodi, si sa il calcio è anche questo. Un piccolo appunto però va fatto, in tanti anni non ho mai visto una squadra come la Juventus, avere timore reverenziale per l'avversario, una squadra quella bianconera che da anni a questa parte, macinava e imponeva il proprio gioco contro tutti e tutto, in casa e fuori casa, una schiacciasassi che non aveva rivali all'altezza.

Basta guardare la partita dello scorso anno tra Juventus e Roma a Torino, una Juventus che andò in campo con l'intento di vincere e stravincere la partita.

Questa sera invece qualcosa è cambiato, ho visto una Juventus che in casa, ha pensato prevalentemente a non prenderle, una Juve che si è difesa con ordine con due linee strettissime e con spesso gli attaccanti, dietro la linea della palla, nella propria metà campo cercando di ripartire e pungere in contropiede. La verità è che questo Napoli è temuto, è andato a Torino e mantenendo il proprio assetto, il proprio modo di stare in campo, ha tenuto testa alla Juventus per tutta la partita.

Gli episodi però fanno parte del calcio e può capitare che dopo una partita intera passata nella propria metà campo, all'88minuto un tiro sporco viene deviato e ti fa vincere la partita. Può sembrare una sciocchezza, ma il modo in cui stasera la Juve ha interpretato la partita dice molto, dice che la Juventus ha timore del Napoli e forse ha capito che la squadra partenopea sarà li fino alla fine a giocarsela alla pari.

Bella partita davvero, la partita non stilisticamente eccezionale, ma tatticamente perfetta.

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L'offensiva continua - Ora anche festeggiare è diventato un problema.

Tra le quattro squadre che quest’anno si stanno contendendo il vertice del campionato c’è anche il Napoli. È bene ricordarlo a chi, con l’atteggiamento del falso smemorato di Cologno, si interroga da oltre un mese e mezzo, sulle “difficoltà” degli azzurri, rei, ogni volta, di essere Higuain-dipendenti, di soffrire le partite con le cosiddette piccole, di non saper mantenere la solidità mentale per difendere il risultato e di non avere una rosa adeguata ai primissimi posti.

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L'elogio di Sarri ovvero della sua saggezza rivoluzionaria in terra napoletana.

Nel lontano 1799 Vincenzo Cuoco, nato a Campobasso (quindi forse il Molise esiste veramente), scrisse, immediatamente dopo il ritorno dei Borbone a Napoli ed in seguito al fallimento della Rivoluzione napoletana, un saggio in cui analizzava le cause dell'insuccesso rivoluzionario repubblicano che si era ispirato ai valori della rivoluzione francese. Sicuramente Sarri lo ha letto, facendo suo quel principio cardine della spiegazione del Cuoco.

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Uomini, donne e pallone: il triangolo no!

È cominciato tutto quando avevate circa 8 anni e come tutti i vostri compagni di classe volevate iscrivervi alla scuola calcio, fiduciosi per l’appoggio di vostro padre, non avevate fatto i conti con vostra madre (santa donna) che spinse per farvi andare in piscina onde risolvere un lieve difetto di postura.

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Noi giovani tifosi ai tempi di Altomare: “quando al di là del risultato” aveva un significato!

Non sembra essere molto felice quel ragazzino, ha la sciarpa del Napoli ma dai suoi discorsi si evince una fastidiosa noia…il Napoli ha battuto 1 a 0 una squadra che ha la casacca come quella dell’Ascoli…eppure il suo volto non sprizza gioia, mi metto in macchina e ripenso ai discorsi di quel ragazzo e alle mie prime partite al San Paolo…metà anni 90.