Il divino Aurelio ed il Napoli low cost

Al Divino Aurelio non interessa vincere il campionato, non porta soldi più di un banalissimo secondo posto, entrambi valgono la Champions, entrambi valgono 30 milioni subito.

Per quanto riguarda le ultime amare vicende, siamo una squadra molto forte nel gioco che esprime e che purtroppo non è supportata da sostituti all'altezza nei ruoli chiave. Udine come Bologna (io c'ero) è fisiologico e concordo con chi sostiene che in un campionato normale la media di una sconfitta ogni 8 turni ci può stare. Aggiungo inoltre che ADL politicamente non conta nulla, spende poco, non elargisce favori a nessuno, non sponsorizza nessuno, non ha conflitti di interesse, motivo per il quale non ha amici e non ha diritto a nessuna fetta della torta e giammai a qualche aiuto interno o esterno.

Però da dieci anni a questa parte ha dato lustro al calcio Italiano: eravamo la squadra dei tre tenori, a Stamford Bridge Drogba & C. hanno fatto la gara del secolo per ribaltare ai supplementari il 3-1 dell’andata , dodici punti in un girone di champions contro Arsenal e Dortmund, i migliori attaccanti del mondo hanno giocato alle falde del Vesuvio...negli ultimi cinque anni di serie A siamo secondi solo ai Ladri.

Siamo la squadra low cost migliore d'Europa. A queste cifre non si poteva fare meglio, Roma, Milan e Inter hanno dilapidato un patrimonio per fare anche quest'anno le solite figuracce. I ladri hanno il potere per ottenere quello che serve. Quest'anno dopo un avvio stentato hanno costruito una serie positiva con l’aiuto di decisioni arbitrali favorevoli e discutibili e non solo; io aggiungerei anche un calendario stilato ad hoc ed in più alcune partite giocate in trasferta contro le solite note squadre provinciali le quali non hanno perso tempo a stendere tappetini rossi davanti alle loro porte. In questo modo sono riusciti a recuperare uno svantaggio frutto di un inizio di campionato disastroso.

Il capitolo finale di questa farsa è scritto nelle pagine dedicate al derby di Torino e a quelle in cui si descrive la Caporetto azzurra in quel di Udine dove oltre alla sconfitta si è registrata la prova concreta che la classe arbitrale italiana è tecnicamente mediocre e lontanissima dai criteri di imparzialità che dovrebbe contraddistinguerla. Ma non mi lamenterei più di tanto. In Italia funziona così da sempre.

Piuttosto se il Napoli avesse giocato da Napoli, oggi non discuteremo di nulla e parlare di scudetto sarebbe stato ancora possibile. Ma non si può andare sempre a mille quando chi ti insegue o ti precede ha più benzina nel serbatoio e ha più corsie preferenziali. Noi qualche fermata la dobbiamo fare. Certo, mi brucia, abbiamo cullato un sogno. Ma non posso rimproverare nulla a questa squadra, e forse nemmeno ad ADL che coerentemente con la sua dimensione da spilorcio, fa affari come meglio crede riuscendo comunque a permettersi una squadra di alto livello. Chi crede come me che un giorno vinceremo qualcosa è un sognatore. Nella realtà, non vinceremo mai nulla.