L'elogio di Sarri ovvero della sua saggezza rivoluzionaria in terra napoletana.

Nel lontano 1799 Vincenzo Cuoco, nato a Campobasso (quindi forse il Molise esiste veramente), scrisse, immediatamente dopo il ritorno dei Borbone a Napoli ed in seguito al fallimento della Rivoluzione napoletana, un saggio in cui analizzava le cause dell'insuccesso rivoluzionario repubblicano che si era ispirato ai valori della rivoluzione francese. Sicuramente Sarri lo ha letto, facendo suo quel principio cardine della spiegazione del Cuoco.

E’ assurdo illudersi (e questo fu l’errore fatale dei Rivoluzionari francesi) che vi siano valori universalmente validi e universalmente applicabili a prescindere dalle particolari realtà storiche e sociali. Sarri leggeva Cuoco e pensava al chiattone, ma come si può essere così ingenui da voler applicare, calandole dall'alto, metodologie completamente estranee alla realtà concreta e alla tradizione locale? L'errore del chiattone è simile a quello commesso dall'illuminismo che ha astrattamente universalizzato valori uguali per tutti.

Il Cuoco, con occhio machiavellico indagatore della realtà effettuale, sottolinea che ogni realtà ha le sue caratteristiche particolari e quanto è risultato ottimo a Valencia o a Liverpool o con il Chelsea non è detto che risulti tale anche a Napoli. Ed è lo stesso Cuoco ad indicare la strada da intraprendere: “Le idee della rivoluzione di Napoli avrebbero potuto essere popolari, ove si avesse voluto trarle dal fondo istesso della nazione”. Bisogna fondare, quindi, la Repubblica (per Cuoco), le vittorie (per Sarri) sui bisogni e gli usi del popolo. Solo così, procurando beni reali al popolo, e partendo dall'analisi dei bisogni e delle esigenze dei calciatori, che si può creare lo spirito giusto per conseguire vittorie convincenti e stabili. E Sarri lo ha fatto, umile ma onesto, operaio ma intellettuale, lucido e sincero, schietto e diretto, onesto ma non fesso è riuscito ad interpretare e cogliere quello spirito napoletano e a valorizzarlo per elevarlo ad un livello sempre più alto.

Sarri ha capito che i cambiamenti più forti avvengono non se si importano valori e si impongono dall'alto, ma se si asseconda il movimento dal basso. Sarri sta plasmando l'energia caotica napoletana, le sta dando forma, la sta facendo diventare energia positiva, energia vincente. Bravissimo Sarri!

Nostro comandate in capo della rivoluzione permanente napoletana, continua così e guidaci a distruggere il terrorismo internazionale, la monarchia, i gruppi di potere, le lobby occulte, la massoneria, la criminalità organizzata e quella chiavica di Mancini. Ammèn!!!