La riflessione del lunedì

Cominciamo bene. 
Se il buon giorno si vede dal mattino, quest’anno il mio epatologo se la vivrà alla grande. 

 Dopo un mese e mezzo di sudore, lavoro, allenamenti mirati e specifici sulla fase difensiva, perdiamo con il Sassuolo (brr.) all’esordio, con due gol fotocopia, che possiamo tranquillamente sommare ai 54 della scorsa gestione.  Un significativo, dunque, trait-d’union che riporta tutto l’universo azzurro agli incubi dell’anno scorso.  Ma tanto, noi, «non abbiamo vinto un “c…”», ça va sans dire.

La novellata triade sta facendo del suo meglio; il neo direttore sportivo con le sue logoranti trattative per portare in azzurro fenomeni alla Hysay. Il presidentissimo, spilorcio anche quando vuole spendere, che quest’anno si vuole mettere a produrre scarpini. E soprattutto lui. Il maestro Sarri. Il genio della panchina, scovato dopo una immersione durata settimane, come un corallo pregiato del mar Egeo.

Il modulo è giá una iattura; Insigne trequartista c’entra come il sette di denari a briscola. David Lopez si candida al ruolo che fu di De Guzman l’altr’anno – onnipresente e limitato, a prescindere. Higuain e Mertens costretti ad emulare, con scarsi risultati, le combinazioni Tavano-Maccarone. Ed ancora una volta la difesa, che eccelle in propensione autolesionistica ed imperturbabile stasi; spicca il rumeno Chiriches, dal nome impronunciabile, quasi quanto ingiudicabile la sua prestazione. Di Albiol, i veri cultori, ricorderanno non l’uscita avventata su Berardi in occasione del gol di Floro Flores, ma il tunnel con elastico subito da Sansone. Una giocata che ha ricordato (o fatto rimpiangere) il mitico Leandro Rinaudo.

Che dire, l’uomo in calzoncini e zip, ha ancora tanto da lavorare. Di tempo, peró, per fare i canonici quaranta punti, non ce n’è molto. E chissá che, il Presidente non torni sui suoi passi come fece sei anni addietro. Quando, dopo aver sbandierato al mondo intero la paternitá della scelta di Donadoni, lo esoneró, dopo sei giornate.

Calcio propositivo, maglia sudata, ritorno alla mentalità da provinciale; che dire, la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. La cosa che rincuora è che, in un angolo remoto dell'universo, c'è un Walter Mazzarri che aspetta una chiamata.